Chi ha paura di volare?

L’aerofobia o aviofobia è la paura di volare sugli aerei e rappresenta un disturbo molto diffuso nel mondo.

Al giorno d’oggi viaggiare in aereo è quasi un’abitudine, per le vacanze all’estero o in Italia, per viaggi di lavoro o per andare a trovare amici o parenti. È vero anche che per molte persone tutto ciò rappresenta qualcosa di angoscioso e inquietante.

L’aviofobia prevede sintomi psicosomatici accompagnati da pensieri negativi per l’esito del viaggio. Tutte le fasi del viaggio vengono vissute con particolare angoscia, ansia e paura; alcune fasi, come il decollo o l’atterraggio sono vissute in modo più preoccupante, oppure la presenza di condizioni meteorologiche difficili possono aumentare il livello di paura e ansia.

Ma è davvero così pericoloso?

È stato calcolato come la percentuale di rischio di morte per un incidente aereo sia bassissimo, in realtà è più probabile essere colpiti da un fulmine (1 probabilità su 10.5 milioni) che subire un disastro aereo (1 probabilità su 29 milioni).

Il primo errore che commette un aviofobico è pensare che viaggiare in aereo sia pericoloso, in realtà viaggiare in aereo è il mezzo di viaggio più sicuro, lo dimostrano i diversi resoconti dei trasporti. Negli ultimi sessant’anni la situazione è notevolmente migliorata, soprattutto in America e in Europa. Alcune stime recenti hanno messo in evidenza come sia più letale la paura di volare rispetto all’effettiva possibilità di incidenti o morti in volo.

Possiamo dire che questa paura è totalmente infondata ed è una falsa credenza, mediamente ci sono più incidenti in automobile rispetto all’aereo, eppure quasi nessuno teme di viaggiare in automobile.

Allora perché si ha paura di volare?

Questa situazione viene vissuta in modo particolarmente ansiogeno, in quanto vissuta come una realtà estranea e nemica da cui è necessario difendersi.

Molti dei soggetti aviofobici soffrono di ulteriori disturbi, ad esempio sono soggetti claustrofobici quindi non hanno effettivamente paura dell’aereo ma di rimanere in un spazio ristretto con finestrini sigillati per diverso tempo. Oppure sono soggetti agorafobici che hanno paura di uscire anche per qualche ora. Oppure sono individui soggetti ad attacchi di panico.

Ci sono soggetti che non hanno disturbi particolari e allora quale potrebbe essere la spiegazione?

Generalmente affidarsi agli altri non è così facile come sembra, rinunciare al controllo rispetto a tutto ciò che riguarda se stessi è molto più difficile, soprattutto per alcuni.

Volare significa rinunciare al controllo ma anche rinunciare alla propria casa, alle proprie relazioni affettive, alla propria routine e quotidianità per entrare in una dimensione totalmente nuova e sconosciuta.

Fare la valigia può essere un sinonimo di vita: nella valigia metto gli abiti che mi piacciono, che mi fanno sentire a mio agio, gli oggetti personali, in generale metto la mia storia, la mia autobiografia che mi identifica. È proprio nella storia che ci possono essere le ragioni di un comportamento o di una determinata emozione.

Un aviofobico, nella sua mente e nella sua percezione, continua a mettere in luce ed evidenziare solo gli effetti negativi del volo utilizzando un’attenzione selettiva, facendo sì che si inneschi un circolo vizioso.

A volte chi soffre di aviofobia, ha la presenza di genitori o adulti di riferimento molto ansiosi, che inconsciamente o volontariamente hanno limitato le sue esplorazioni mettendo in luce gli effetti negativi o pericolosi che si sarebbero potuti verificare.

Alcune strategie..

Innanzitutto abbiamo detto che sono costantemente presenti pensieri emotivi negativi, questi faranno si che ogni minimo segnale (es. lo sguardo dell’hostess, il ritardo del decollo o dell’atterraggio) venga vissuto in modo ancora più allarmante.

Mettendo in atto alcune strategie è possibile affrontare la paura.

  • Provare a distrarsi per non rimanere ancorati ai pensieri negativi;
  • Controllare il proprio respiro in modo tale che la concentrazione sia focalizzata sul respiro invece che sui pensieri negativi;
  • Rilassarsi lasciando andare quella che è la rigidità fisica e mentale;
  • Premiati alla fine di ogni viaggio.

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